Scegliere il ledwall giusto: tecnologia, pixel pitch e luminosità.

Scegliere il ledwall giusto: tecnologia, pixel pitch e luminosità.
Investire in un Ledwall significa cambiare il volto della propria comunicazione. Rispetto ai classici monitor, questa tipologia di pannelli offre una libertà creativa e una potenza visiva completamente differenti. Scegliere quale tipologia di pannelli utilizzare non è semplice. Ci sono diverse tecnologie attualmente disponibili sul mercato, numerose risoluzioni e modalità di manutenzione. Ognuno ha caratteristiche che la rendono adatta a uno all’altro utilizzo. In questa guida approfondiamo tutto ciò che serve per fare una scelta consapevole tenendo conto di questi 3 aspetti.

Le tecnologie ledwall: SMD, COB e GOB. Quale scegliere?

SMD (Surface Mount Device)

È lo standard attuale. Ogni pixel è composto da tre piccoli LED (RGB) sigillati in un unico pacchetto saldato sulla superficie del circuito.
La tecnologia SMD ha raggiunto una maturità tale da offrire costi competitivi e una manutenzione semplice. Infatti, si può sostituire il singolo modulo o il singolo pacchetto LED. È la scelta preferita per il 90% delle installazioni retail e outdoor. Il suo principale vantaggio è un’eccellente fedeltà cromatica e ampio angolo di visione (fino a 160°).

COB (Chip On Board)

Questa è la nuova frontiera per l’indoor di lusso. I chip LED sono montati direttamente sulla scheda senza il “guscio” protettivo tipico della tecnologia SMD, e poi ricoperti da una resina protettiva. Il COB è la tecnologia ideale se i led hanno un pixel pitch inferiori a 0.9mm, i cosiddetti MicroLED. Elimina gli spazi tra i LED, creando una superficie quasi continua. Il risultato sono neri profondissimi, contrasto elevatissimo e superficie liscia al tatto, molto più resistente agli urti accidentali.

GOB (Glue On Board)

Si tratta di una soluzione ibrida dove un pannello SMD standard viene ricoperto da una resina trasparente protettiva. Rende il Ledwall “a prova di dita” e protetto da umidità e polvere, pur mantenendo i costi più bassi rispetto al COB. Ideale per soluzioni più esposte a fattori ambientali e atmosferici.

Il Pixel Pitch: come scegliere la risoluzione corretta

Il Pixel Pitch (o passo) è la distanza tra i pixel. Se il primo impulso è di scegliere il passo che ci permette di avere la risoluzione più alta possibile (con conseguente aumento dei costi), vi avvisiamo che non sempre la risoluzione più alta è quella giusta a prescindere. Vediamo qui di seguito quali sono i pixel pitch più diffusi e per quale uso sono stati pensati:

  • P1.2 – P1.8 (Fine Pitch): per sale riunioni, sale di controllo o showroom di lusso dove l’osservatore è a meno di 2 metri. Qui la densità di pixel è fondamentale per leggere testi piccoli.
  • P2.5 – P3.9: lo standard per il retail e le vetrine. Offre un impatto visivo straordinario da distanze comprese tra i 3 e i 6 metri.
  • P4 – P10: utilizzati quasi esclusivamente in esterno o in grandi arene. La maggiore distanza di visione compensa la minore densità di pixel.



Luminosità e Refresh Rate: due parametri fondamentali

Come per i monitor professionali, scegliere la luminosità giusta è fondamentale anche per i ledwall. L’obiettivo ovviamente è che i contenuti siano visibili in qualsiasi condizione luminosa, sia con la luce che con il buio. Trascurare questo aspetto significa non sfruttare a pieno l’investimento fatto in ledwall e Digital Signage. Vediamo come evitare che questo accada.

  • Se il ledwall verrà installato in un ambiente interno e luminoso, 600 – 1200 nits sono sufficienti per garantire bellezza d’immagine e leggibilità dei contenuti.
  • Se l’installazione avverrà in una vetrina esposta al sole saranno necessari 3000-5000 nits perchè testi e immagini non risultino spenti dal sole.
  • Nel caso di soluzioni outdoor, si raccomandano almeno 6000 – 10.000 nits per garantire visibilità in pieno giorno. Stiamo parlando di installazioni in grandi spazi, completamente esposte agli agenti atmosferici e alla luce del sole.

Un altro parametro fondamentale da tenere in considerazione nell’acquisto e nell’installazione di un ledwall è la frequenza di aggiornamento (o refresh rate). Cosa influenza la frequenza di aggiornamento? La fluidità dei video e delle immagini tramessi sui pannelli. Uno standard di 3840Hz è fondamentale se il ledwall verrà fotografato o ripreso da smartphone (evita le fastidiose righe nere nei video). Se il refresh è basso (es. 1920Hz), l’occhio umano non nota nulla, ma la fotocamera sì.

Manutenzione: meglio frontale o posteriore?

Uno degli aspetti più sottovalutati nella scelta di una soluzione ledwall è il tipo di manutenzione e l’accessibilità tecnica. Perchè sono così importanti? Perchè le pareti ledwall, al contrario dei monitor che devono essere sostituiti con uno completamente nuovo, ci danno la possibilità di sostituire i singoli pannelli di cui sono composte. Scegliere un sistema di manutenzione errato può rendere difficile o impossibile questa sostituzione obbligandoci a smuovere l’intera parete, perdendo tempo e risorse preziose.

Esistono due tipologie di manutenzione:

  • Frontale: i moduli sono fissati magneticamente. Si estraggono con un attrezzo a ventosa dal davanti. È obbligatoria per Ledwall installati a ridosso di pareti.
  • Posteriore: più comune nell’outdoor o in strutture autoportanti. Richiede uno spazio fisico dietro lo schermo (circa 60-80 cm) per permettere ai tecnici di intervenire.

Il ledwall è la soluzione giusta per la mia azienda?

Mentre un monitor tradizionale ha limiti fisici e soffre i riflessi, il ledwall è uno strumento che non solo trasmette informazioni, ma arreda e trasforma l’ambiente.
La scelta tra ledwall e monitor deve tenere conto di alcuni aspetti.La scelta tra ledwall e monitor deve tenere conto di alcuni aspetti.

Soluzioni su misura. I ledwall permettono di creare pareti su misura, della dimensione preferita e con una scalabilità infinita e senza interruzioni. D’altra parte però, soprattutto in caso di grandi dimensioni sono necessarie strutture portanti specifiche per sostenere quel peso e non una normale staffa.
Tempo di funzionamento prolungato. Il tempo-vita di un ledwall è di gran lunga superiore a quello di qualsiasi monitor. Si può arrivare fino a 100.000 ore (circa 11 anni acceso per 24 ore). Questa continuità richiede che però sia fatta un taratura del colore ogni 2 o 3 anni per avere una visualizzazione delle immagini impeccabile.
Manutenzione. Per quanto riguarda la riparabilità, è sicuramente più rapida di un monitor LFD. Non c’è bisogno di sostituire tutto lo schermo ma il singolo modulo che si è danneggiato. Ovviamente questo richiede di avere una scorta di moduli del modello scelto. Una scorta che sarebbe bene fare al momento dell’acquisto per essere certi che i moduli del modello installato siano disponibili.
Consumi. Sebbene il consumo energetico sia maggiore rispetto a un monitor, se utilizzato al massimo della luminosità, i ledwall ci assicurano una visibilità totale anche in condizioni di piena luce.
Per fare una scelta consapevole, è importante che venga fatta oggi un’analisi corretta di tutti questi aspetti, così da evitare un acquisto sottodimensionato o inutilmente costoso domani.

Ora hai tutte le informazioni che ti servono per capire meglio il mondo dei ledwall. Contattaci tramite la nostra pagina dedicata per progettare insieme la tua soluzione personalizzata.

 

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